Servizio ClientiTel. (+39) 02 933 099 28 | (+39) 0383 89 06 12

Benvenuto!

Teglia in alluminio smaltata per uova fritte, omelettes e crêpes, gn 2/1

Prezzo di listino: 249,00 €

Prezzo Offerta 119,52 €

(* prezzi espressi iva esclusa)
Macchine Alimentari a prezzi sottocosto
Omaggi per acquisti
Servizio Clienti


Ristormarkt

Trova una sede
Trova la sede più vicina a te per acquistare i nostri prodotti.Trova una sede...

Consegna Espressa
Spedizioni in tutta Italia mezzo Corriere Espresso Leggi tutto...

Pagamenti Sicuri!
Diversi metodi di pagamento per effettuare acquisti sul nostro sito. Leggi tutto...

FAQ
Consulta le domande poste frequentemente Vedi le FAQ...

Descrizione prodotto

Ulteriori informazioni
Capacità 12 holes x ø 125 mm, GN 2/1
Dimensioni (Larg x Prof x Alt) mm 650 x 530 x 0
Modello Z/FMOLDE21

Recensioni

Recensioni utenti (1)

Tecniche e sistemi di cottura degli alimenti Recensito da Ufficio tecnico
Voto
Sistema Cook and Chill

Il termine Cook and Chill sta ad indicare un raffreddamento veloce delle pietanze appena cotte. Dietro questa procedura apparentemente semplice si nasconde in realtà un nuovo modo di interpretare il lavoro in cucina che porta considerevoli vantaggi non solo produttivi ma anche igienico-sanitari. Il processo può essere fatto con la tecnica del legame refrigerato oppure con la tecnica del legame surgelato (detto Cook and Freeze): in quest’ultimo caso occorre richiedere l’autorizzazione sanitaria all’ASL di competenza. Esso si articola nelle seguenti fasi:
Preparazione;
Cottura;
Raffreddamento rapido a temperatura positiva o negativa;
Rigenerazione;
Servizio.
L’abbattimento di temperatura per quanto riguarda la refrigerazione può avvenire attraverso un ciclo soft o hard.
Con l’adozione del sistema cook and chill si riscontrano molti vantaggi:
Salubrità del prodotto: grazie all’abbattimento di temperatura molto veloce la proliferazione batterica compresa tra i +10 °C e i +65 °C viene ridotta al minimo;
Razionalizzazione del lavoro: il lavoro può essere distribuito in modo uniforme nell’arco della settimana e durante il giorno per evitare i periodi di picchi e i periodi vuoti. Si può lavorare anche durante le ore pomeridiane e notturne. La lavorazione può avvenire anche per categorie di piatti;
Economia di materie prime: si riducono gli sprechi e gli scarti delle materie prime. Utilizzando poi il sistema di surgelazione è possibile acquistare i prodotti nel periodo di massima produzione, quando costano meno e rendono di più;
Ottimizzazione dell’uso delle attrezzature: è possibile utilizzare al meglio le attrezzature disponibili: minor numero di cicli di cottura con forni più pieni;
Ampliamento del menu: è possibile aumentare le proposte gastronomiche.



Cottura in microonde
Il microonde è un metodo di cottura molto usato in cucina perché pratico e veloce. Il forno a microonde è certo un invenzione utilissima, tant’è che la maggior parte delle cucine italiane ne è dotato, dai modelli più semplici a quelli superaccessoriati con grill. Rapido e pulito, il forno a microonde è ideale per le cuoche moderne sempre in corsa con il tempo. E oggi il microonde è considerato anche sicuro, visto che diverse ricerche lo hanno scagionato dall’ accusa di emettere onde nocive per la salute. Resta il fatto però che chi non ha ancora preso confidenza con questo elettrodomestico può commettere degli errori di utilizzo.
Sappiamo veramente cucinare al microonde ? Ci sono infatti regole da conoscere e insidie da evitare per la cucina col forno al microonde. Ecco le cose più importanti da sapere.

PIATTI PRONTI SURGELATI DA NON CUOCERE AL MICROONDE: EVITARE CARNI E PESCI SURGELATI
Siete abituati a cuocere nel microonde pollame e piatti pronti surgelati ? Meglio evitarlo. In questo modo infatti i cibi non vengono cotti correttamente con il rischio di contaminazioni batteriche. L’ avvertimento, che arriva da un’ importante istituzione governativa statunitense, l’ International Food Safety Network, riguarda soprattutto carni e pesci che, non cotti, potrebbero causare infezioni. Per le verdure invece non c’è problema.

GRASSI DA EVITARE PER LA COTTURA AL MICROONDE
Da evitare sono anche i piatti ricchi di grassi, come ricette con besciamella, strutto, panna, pancetta. Nel microonde infatti i grassi contenuti nei cibi si scompongono causando la produzione di perossidi (scorie tossiche derivate dal processo di ossidazione) più alta di quella provocata dai metodi di cottura tradizionale.
Ma c’è di buono che con il microonde si può fare benissimo a meno dei grassi, visto che i cibi non si attaccano al recipiente. Un vantaggio soprattutto per chi è a dieta !
Per scongelare (senza però cuocere) e riscaldare, il microonde resta invece la soluzione ideale. Come pure per cucinare verdure che, hanno dimostrato le ricerche, con questo metodo di cottura non perdono principi nutritivi. Per la vitamina C, per esempio, si è osservato addirittura un vantaggio: ne resta il 75% in più rispetto a tecniche tradizionali come la cottura al forno e la bollitura.

I RECIPIENTI GIUSTI PER LA COTTURA AL MICROONDE
Sono quelli di vetro e ceramica dotati di un requisito fondamentale: sono inerti e permeabili alle onde. Bene anche la plastica mentre il metallo (anche quello delle vaschette usa e getta) va assolutamente evitato.
Altra precauzione, è importante tenere presente che nel microonde i cibi non si riscaldano in modo uniforme. Potete ritrovarvi con una crostata che ha la pasta fredda e la marmellata bollente. Infatti, dato che il calore si irraggia in base al contenuto d’acqua dei cibi, quelli più ricchi d’acqua si scaldano di più, con il pericolo di procurarsi ustioni.

LE REGOLE D’ORO PER LA COTTURA AL MICROONDE
I nuovi modelli di forni al microonde hanno sicuramente meno problemi. Moltiplicate invece le attenzioni con i forni a microonde di vecchia data. Ecco alcune regole pratiche da ricordare per usare al meglio e senza rischi il forno al microonde.
– Evitate assolutamente di accendere il forno a microonde a vuoto: si danneggerebbe irrimediabilmente.
– Non scaldate cibo avvolto in carta riciclata: questo materiale contiene impurità che potrebbero provocare scintille o incendiarsi.
– Piccole quantità di alimenti scarsamente umidi (il pane, per esempio) possono incendiarsi se tenute troppo a lungo nel microonde.
– Attenzione a tutto ciò che ha naturalmente una pellicola esterna (frutta non sbucciata, uova): la differenza di pressione tra esterno e interno può farlo esplodere. Bucate prima l’ involucro con la forchetta.



Cotture in sottovuoto

IL SOTTOVUOTO
La pratica di mettere sottovuoto i cibi nasce in primo luogo per esigenze igieniche e per salvaguardare le caratteristiche organolettiche degli alimenti il cibo quindi si conserverà più a lungo senza subire aggressioni da agenti patogeni aerobici , non solo, ma conserverà anche le caratteristiche organolettiche che caratterizzano il prodotto fresco, più a lungo, incluso il colore. Naturalmente è importante che la temperatura di conservazione sia bassissima (da 0° a 3°)

Venendo alla cottura sottovuoto, perché si possa realizzare occorre:

1) Macchina del sottovuoto, cioè una macchina che grazie ad una pompa estrae l’aria dal contenitore apposito (normalmente una busta), portando l’ossigeno a quantità minime. Di macchine del sottovuoto ne esistono di due tipi:
– macchine ad estrazione d’aria, che sono utili perché consentono di metter sottovuoto cibi di dimensioni maggiori della macchina in quanto la lavorazione viene effettuata all’esterno della macchina stessa. L’inconveniente di questo tipo di macchine è costituito dal fatto che possono mettersi sottovuoto ingredienti completamente asciutti; con l’aspirazione i liquidi verrebbero risucchiati e si verserebbero fuori dalla busta che peraltro non potrebbe sigillarsi perché il bordo rimarrebbe bagnato. Inoltre non possono essere utilizzate per le cotture sottovuoto, perché raggiungono un vuoto massimo del 90%, mentre per la cottura efficace sottovuoto occorre un vuoto del 99%.
– Macchine a campana, che sono dotate di una camera (campana) in cui si sistema la busta con gli ingredienti da confezionare e che realizzano un vuoto sino al 99%. Anzi normalmente sono dotati di sistemi che consentono di programmare la percentuale di vuoto che si vuole realizzare. Queste macchine consentono il confezionamento anche in presenza di liquidi.

2) Un forno a vapore (oggi nella ristorazione si usano forni trivalenti che cioè possono condurre il calore, a seconda delle necessità, tramite aria riscaldata e forzata, oppure tramite aria riscaldata, forzata ed umidificata, oppure a vapore, umido a pressione zero). Sono macchine dotate di strumenti elettronici sofisticatissimi che consentono tra l’altro di controllare le temperature della camera di cottura, le temperature al cuore del prodotto, le percentuali di umidità nella camera, ed altro.

Il sottovuoto determina una bassissima pressione a cui sono sottoposti gli ingredienti all’interno della confezione. La bassa pressione ha tutta una serie di conseguenze sulla cottura degli alimenti.
La prima è che gli ingredienti si cucinano a temperature più basse di quelle necessarie a valori normali di pressione atmosferica.
A mo di esempio: l’acqua a livello del mare bolle a 100°. Man mano che si sale di altitudine la pressione atmosferica si abbassa e l’acqua bolle a temperature più basse, a 6000 m. l’acqua bolle a 80°. Il sottovuoto realizza un abbattimento della pressione del 99.9%, come abbiamo detto, e quindi l’acqua bollirà a temperature bassissime. Anche altri fenomeni collegati alla cottura si verificano a temperature più basse, con minore alterazione di tutti i componenti più sensibili al calore. Infine nella busta del sottovuoto la quantità di ossigeno presente è minima. Di conseguenza anche i fenomeni di ossidazione che si manifestano soprattutto ad alte temperature sono ridotti al minimo.
Con le cotture sottovuoto perciò vengono salvaguardati molti componenti sia sotto il profilo nutrizionale (le vitamine, le proteine, gli zuccheri ed i grassi) che sotto quello organolettico, per ciò che riguarda soprattutto il profumo ed il colore.
I cibi risultano più digeribili, perché la cottura è molto più uniforme, e le condizioni igieniche sono molto più sicure. Infine anche sotto il profilo del food cost la cottura sottovuoto incide positivamente, perché la perdita di liquidi e di peso degli alimenti cotti in sottovuoto è notevolmente inferiore.

In sottovuoto si cucina a temperature non inferiori a 65° e non superiori a 95°, con una oscillazione di temperatura in cottura che non deve superare i 2°.
In camera di cottura la temperatura deve essere uguale a quella che si vuole raggiungere al cuore dell’alimento.
E qui viene il bello della cottura sottovuoto a vapore. Una volta che al cuore si raggiunge la temperatura desiderata, che nel forno a vapore è quella programmata per la camera di cottura, possiamo lasciare in teoria a cuocere all’infinito il cibo, senza che questo si bruci o si asciughi troppo.
Vi faccio un esempio, cottura di un arrosto tradizionale, imposto il forno elettrico a 180° dal raggiungimento della temperatura calcolo mezz’ora per chilo e considerato che il pezzo utilizzato è di un chilo, in un’ora sarà cotto, misuro la temperatura al cuore e verifico che è giunto ai 70° da me desiderati. Ma cosa succede se mi dimentico l’arrosto nel forno acceso? Che il pezzo continua a cuocere sino al raggiungimento dei 180° anche al cuore. L’arrosto si è incenerito.
Nel forno a vapore, invece, imposto la camera a 70°, perché questa è la temperatura che voglio si raggiunga al cuore, in mezz’ora circa al cuore la temperatura dell’arrosto sottovuoto sarà di 70°se io lo dimentico nel forno non succede nulla perché la temperatura rimarrà di 70°.
l’inconveniente della cottura sottovuoto per la realizzazione di un arrosto è l’assenza di rosolatura quindi bisogna passare l’arrosto in padella oppure in forno classico a 200°
Alcune temperature di cottura degli alimenti:

Carne molto al sangue (blu o rare): da 46° a 52°
Carne al sangue (saignant o medium rare): da 52° a 60°
Carne media cottura (au point o Medium well) da 60° a 70°
Carne cotta (bien cuit o well done) da 70° a 80° se carni con molto tessuto connettivo
Pollame, selvaggina e cacciagione devono sempre superare i 65° al cuore.

I pesci interi sono cotti a temperature al cuore dai 67° ai 73°
Le seppie, i calamari, etc, al cuore dai 75° ai 92° a seconda della taglia
I bivalve (cozze, vongole) è meglio siano private delle valve, altrimenti si devono cuocere a temperatura non inferiore ai 92° per accelerare l’apertura del guscio (che avviene intorno 65°) e per distruggere la flora batterica di cui sicuramente sono ricchi.

Per le verdure la temperatura in camera deve essere intorno ai 90°-92° sino a quando al tatto non risultano morbidi.
Alcune verdure richiedono una sbianchitura in acqua bollente e salata , perché altrimenti il colore risulterebbe innaturale (gli spinaci per esempio diventano di un verde accesissimo).
Anche i cavoli, broccoli, i crauti necessitano di sbianchitura, perché altrimenti il sapore risulterebbe troppo intenso.

Un’altra cosa importante, gli alimenti cotti a vapore in sottovuoto vanno salati con sali che vengono definiti bilanciati, si tratta di misture di sale e zucchero (semolato e di canna)
Per le carni queste sono le dosi: gr. 100 di sale + 70 di zucchero semolato
Per i pesci: 65 gr. di sale, gr 30 di zucchero semolato; gr. 5 di zucchero di canna.
Per le verdure: gr. 60 di sale e gr 40 di zucchero.

L’utilizzo di queste miscele è importante perchè rallenta il cambio di colore degli alimenti una volta cotti.
Per la cottura in sottovuoto servono sacchetti omologati per la cottura, non possono superare i 120°
I principi che si applicano per definire tempi e temperature della cottura sottovuoto sono gli stessi delle cotture tradizionali, per cui i concetti di base sono comunque utili, anche se non si dispone delle attrezzature per le cotture sottovuoto.

Riepiloghiamo le fasi del sistema di cottura sottovuoto. Tutte le fasi sono importanti perché intervengono in ugual misura sul risultato finale:

Pulizia: il prodotto deve essere perfettamente pulito. Una pulizia non perfetta, associata all’ambiente in assenza d’aria, moltiplicherebbe i problemi.

Preparazione: in genere i prodotti vanno adeguatamente tagliati e porzionati al fine di ottenere dimensioni ottimali alla cottura.

Assemblaggio: si possono abbinare elementi diversi per ottenere rotoli, fagottini ecc.

Creazione del sottovuoto: qui entrano in gioco le attrezzature: macchina del sottovuoto e sacchetti (in questo caso specifici per la cottura), la scelta della percentuale del vuoto o se è il caso o meno di aggiungere liquidi o gas inerti.

Cottura: altra fase fondamentale. Bisogna scegliere i tempi e le temperature del forno, se usare o meno la sonda al cuore, basilare per la cottura di carne e pesce, meno per le verdure dove vale di più l’esperienza “visiva o tattile”.

Abbattimento di temperatura: per poter conservare adeguatamente i nostri prodotti appena cotti, dobbiamo abbassare repentinamente la temperatura. Se si ha a disposizione un abbattitore bene, altrimenti si possono usare metodi più empirici, come una bacinella d’acqua gelata. L’importante è portare la temperatura a 4° C. Nel caso delle verdure, l’abbattimento serve anche a “fissare” i colori.

Etichettatura: essendo un prodotto sigillato e predisposto per la conservazione è questo un passaggio più che utile.

Stoccaggio: Il prodotto va posto in frigorifero a temperatura di conservazione positiva (1-4° C) o di surgelazione.

Rimessa in temperatura: Per ogni prodotto è necessario studiare la modalità adatta, per le cose più semplici basta, per assurdo, tuffare la busta ancora sigillata in acqua calda (ad esempio una base per risotto ai carciofi o delle zucchine trifolate) o può essere necessario scongelare, sconfezionare, porzionare, rigenerare.

Quando prepariamo una pietanza esempio una salsa di pomodoro metteremo nel sacchetto pelati -olio -basilico -sale- cipolla ecc.
Quando prepariamo uno stufato metteremo pezzetti di carne cruda o rosolata odori vari spezie e ristretto di vino ecc. cottura a 90° per 2-3 ore
La cottura sottovuoto delle carni

Come accennato all’inizio, per individuare il metodo di cottura ideale per un determinato taglio di carne è necessario conoscere alcuni concetti base dell’effetto della temperatura sulla struttura della carne. Un indicatore empirico su quello che avviene all’interno della carne lo abbiamo con la verifica della colorazione e della perdita dei liquidi. Semplificando, un pezzo di carne è composto da parti proteiche, connettivali e grasse. Il calore agisce su di esse diversamente. Sapere questo ci può aiutare, quando abbiamo in mano un bel pezzo di carne, a capire qual’è il metodo migliore di cottura e, una volta individuato, le temperature da “usare” e da ottenere.

Cosa succede man mano che la temperatura sale?

Fino ai 40° C il colore interno è ancora bello rosso, perché la mioglobina che è il pigmento rosso che colora il sangue ancora non è alterato. Inizierà a deteriorarsi sopra i 60°, trasformandosi in un composto diverso (emicroma).

Tra i 40° C e i 50° C l’acqua inizia a “fuggire” e le fibre proteiche iniziano a coagulare.

Tra i 50° C e i 60° C il colore interno sarà ancora rosa, il collagene inizia a sciogliersi (avete presente un bel roast beef?…)

A 70° C l’acqua cessa di uscire e le fibre proteiche saranno coagulate.

A temperature più alte il colore passerà dal bruno (70° C) a grigio e il collagene si scioglierà rapidamente.

Riassumendo, proviamo ad associare questi concetti alle “denominazioni gastronomiche” in uso corrente:

Carne rossa, molto al sangue, blu, rare:
da 46° C a 52° C; la cucineremo a temperature non inferiori ai 65° C;

Carne rossa, al sangue, saignant o medium well:
da 60° C a 65° C; anche questa si cucina a temperature non inferiori ai 65°;

Carne rosa, media cottura, mi-cuite, medium well:
da 65° C a 70° C; la temperatura di cottura potrà variare dai 65° C ai 75° C sapendo che aumentando la temperatura aumenta la disidratazione;

Carne bruno/grigio, cotta, bien cuite, well done:
dai 70° C in su, a seconda del tipo di carne. Temperature di cottura non superiori ai 75° C per carni con poco tessuto connettivo. Per carni con consistente tessuto connettivo non deve essere inferiore agli 80° C (il collagene, che è la parte gelatinosa del tessuto connettivo tende ad ammorbidirsi sopra i 75° C).

Pollame, selvaggina, suino: per avere la sicurezza igienica deve superare i 65° C al cuore.

La cottura in sottovuoto è esattamente l’opposto della pentola a pressione (aumento pressione punto ebollizione acqua superiore ai 120°)
CUOCERE LE VERDURE SOTTOVUOTO
Nella cottura è utile sapere che maggiore è l’acqua che si usa per cuocerle e più alta è la temperatura di cottura maggiore è il danno che si arreca all’alimento perché dei nutrienti andranno persi nella stessa acqua di cottura. Il ferro contenuto nei prodotti vegetali, ad esempio, diminuisce di circa il 15% per una cottura effettuata con molta acqua, mentre del 10% con un trattamento a vapore. Gli elementi alla base delle difese naturali dell’organismo come vitamine termolabili, antiossidanti e sali minerali devono essere preservati il più possibile adottando il tipo di trattamento termico più appropriato. Riprendendo l’esempio delle verdure,la loro cottura deve essere progressiva: una cottura troppo rapida fin dall’inizio cuoce eccessivamente la parte esterna rendendo fragile l’alimento ancora prima di cuocerne l’interno. Per la cottura dei vegetali contenenti amido è richiesto invece un trattamento termico uniforme e poco accentuato in modo che il calore arrivi all’interno delle molecole d’amido favorendone il processo di gelificazione ed evitandone lo spappolamento durante la cottura.
LA TECNICA DEL SOTTOVUOTO
La tecnica di cottura sottovuoto risulta efficace nella cottura dei vegetali anche in abbinamento a sistemi di cottura tradizionali. Nella cottura sottovuoto i succhi dell’alimento non si disperdono in acqua, rimanendo al loro interno. Inoltre, grazie all’ impiego di basse temperature, si ha il vantaggio di ottenere una cottura uniforme e meno traumatica rispetto all’ebollizione, dove si raggiunge una temperatura di 100°C, e di avere prodotti cotti che si presentano integri, gustosi, sani e con una minore riduzione di peso.
I vegetali per essere cotti sottovuoto devono essere freschi, integri e ben puliti. Più elevato è il livello qualitativo dei prodotti, migliori sono i risultati che si ottengono con questa tecnica di cottura.
La disidratazione dei vegetali, causata da una cattiva conservazione o da un invecchiamento delle stesse, gioca un ruolo determinante nella fase di cottura e conservazione sottovuoto: con la disidratazione, infatti, viene a mancare parte dell’acqua all’interno del prodotto che compromette inevitabilmente i risultati attesi sia sotto il profilo del gusto che della consistenza e del colore. Se le patate, per esempio, si presentano vecchie e poco idratate, la cottura sottovuoto non riuscirà a cuocerle nei tempi prefissati: la mancanza d’acqua, non permette una corretta idratazione dell’amido con una conseguente dispersione di calore con il risultato di una cottura non uniforme.
Alcuni alimenti, come le zucchine, se conservati sottovuoto tendono a rilasciare in cottura liquidi o, come i cavolfiori, gas che pregiudicano il vuoto non facendo più aderire il sacchetto all’alimento. Questo compromette non solo la loro cottura, ma anche la loro conservazione. Prima di mettere sottovuoto e cuocere cavolfiori, cavoli cappucci, cavolini di Bruxelles e crauti consiglio di sbianchirli in acqua bollente per qualche minuto e raffreddarli rapidamente tramite immersione in acqua e ghiaccio e successivamente metterli in abbattitore. Questo procedimento evita che le sostanze volatili si concentrino troppo durante la cottura sottovuoto con inevitabile alterazione del sapore e del colore.

Cottura con piano a induzione

La cottura ad induzione sfrutta le correnti magnetiche generate dalle bobine del piano affinchè sia il fondo della pentola a riscaldarsi, non il piano cottura, che rimane freddo. Il risparmio energetico è dunque assicurato dal fatto che l’energia utilizzata serve a generare il calore solo dove serve (la superficie della pentola), quando serve (nel momento in cui la pentola viene tolta dal piano, la reazione magnetica si interrompe). Il successo di questi elettrodomestici è dovuto all’alto rendimento, poiché il calore ottenuto è lo stesso degli altri tipi di piano, ma ottenuto con consumo di energia di gran lunga inferiore, con dispersioni minime. Rispetto, ad esempio, ad un normale piano a gas, a parità di energia impiegata (2000 W), questo rende il 50% per produrre una potenza di 1000 W in pentola, contro i 1800 W prodotti dall’induzione, con rendimento del 90%. Se uniamo a questo anche il fatto che i tempi per la cottura dei cibi sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli delle altre tipologie di cottura (bastano 3 minuti per portare ad ebollizione un litro d’acqua, contro i 5 minuti dei piani a gas e i 7 minuti di quelli elettrici), che la manutenzione, le operazioni di pulizia sono semplificate al massimo, grazie al tipo di materiale adoperato per il piano cottura, allora una scelta che privilegi questo tipo di articolo risulta condivisibile sotto ogni punto di vista. Perché avvenga la reazione che scalda la pentola però, è necessario che questa abbia un fondo in ferro o acciaio, mentre sono incompatibili con il piano a induzione tutte le altre pentole in rame, in alluminio, in vetro o in ceramica. Altro limite, ormai superato, era quello della potenza in kW necessaria per l’utilizzo di questi piani, che necessitavano per lo più di potenze superiori ai 3 kW, che rendevano un normale impianto domestico non adatto. Si esigeva dunque un contratto ad hoc per utenze domestiche che assicurassero almeno una potenza pari a 4-4,5 kW. In tempi di crisi energetica e di dibattito sulle energie alternative e di impatto ambientale, non poteva, da parte delle aziende produttrici, che esserci una maggiore consapevolezza per questo tipo di esigenza. Quindi, una volta acquisito e consolidato tutto il know-how tecnologico, non restava che concentrare le ricerche su questo ultimo aspetto. Sicurezza dei piani cottura a induzione. Il capitolo sicurezza, nel caso di un piano cottura a induzione, rappresenta un’ulteriore argomentazione a favore di questa tecnologia. Oltre all’affidabilità dal punto di vista elettrico contro i rischi di un impianto a gas, c’è anche la sicurezza d’uso contro rischi che possono accidentalmente verificarsi in cucina. Piani cottura a induzione c’è da sottolineare a questo proposito, ancora una volta, il fatto che, essendo il fondo della pentola a riscaldarsi e non il piano, non c’è rischio di scottature se quest’ultimo viene toccato. Inoltre, il piano cottura smette automaticamente di produrre calore se viene a contatto con un liquido che fuoriesce dalla pentola o nel caso ci si dimentichi, ad esempio, di spegnerlo, oppure, ancora, se la pentola è vuota o inadatta perché non è del materiale metallico giusto. In quest’ultimo caso il processo induttivo magnetico non si attiva e quindi non si genera calore. La generazione di calore, in ogni caso, parte solo se a contatto con la pentola, evitando accensioni accidentali da parte di bambini. Praticità dei piani cottura a induzione Piani a induzione: facilità di pulizia, la superficie del piano di cottura ad induzione è in vetroceramica, facile da pulire perché assolutamente liscia e priva di ostacoli. La cottura a induzione, poi, è estremamente precisa: potendo regolare la potenza con la massima precisione e flessibilità, si garantisce una temperatura perfetta sia per cotture che richiedono una potenza elevata sia per quelle molto delicate, riducendo il rischio che i cibi si attacchino o si brucino.
www.ristormarkt.it il professionista della ristorazione, sai certamente che il rinnovamento dell'attrezzatura cucina e importante trovare un fornitore affidabile www.ristormarkt.it di propone sempre nuovi prodotti per attrezzare adeguatamente la cucina del tuo ristorante, con i migliori materiali,e con un ottimo rapporto qualità prezzo Qui troverai i prodotti di attrezzature cucina Virtus per la preparazione, la cottura, Acquista in sicurezza. www.ristormarkt.it Attrezzature Professionali, in più di 10 anni di attività, è stata in grado di ascoltare i mutamenti del mercato, assecondando le esigenze dei propri clienti. spedizioni in tutta Italia e all'estero. Ristormarkt Il più grande negozio online di attrezzature professionali per cucine, ristoranti, bar e pizzerie. (pubblicato il 26/08/2016)

Scrivi la tua recensione

Ogni utente registrato può scrivere una recensione. Per favore, accedi o registrati

Tag prodotto

Tag prodotto

Usa gli spazi per tag separati. Usa apostrofi singoli (') per frasi.

M0 - I0 - A0

FAQ - Domande Frequenti

Prima di inserire una domanda ti invitiamo a leggere le "Domande Frequenti", forse troverai subito la risposta

Inserisci una domanda

Please Sign up or Log in to ask a question




Attrezzature consigliate per nuove aperture

Per la tua nuova attività di ristorazione. Scegli i kit nuove aperture con il massimo risparmio! Sono disponibili kit di attrezzature per ristorante, pizzeria, bar, hamburgherie, paninoteche, laboratori di pasta fresca Kebab ecc. Non esitare a contattarci per avere consigli e suggerimenti sulle migliori soluzioni per la tua nuova attività. Grazie alla pluriennale esperienza nella fornitura di arredi e attrezzature per la ristorazione siamo in grado di curare nei minimi dettagli per la realizzazione di grandi cucine. Queste convenzioni sono disponibili anche direttamente sul nostro web. Fai qui la tua scelta di attrezzature ideali per le tue esigenze. Scopri tutti i kit


Scegli il kit per la tua attività


E' semplice acquistare "Teglia in alluminio smaltata per uova fritte, omelettes e crêpes, gn 2/1" su Ristormarkt - Spedizioni in tutta Italia mezzo Corriere Espresso. Scopri altri prodotti nella categoria: Teglie inox e alluminio - gastronorm e pasticceria »»»
La Ristormarkt progetta, produce, distribuisce e assiste una linea completa di apparecchiature per la ristorazione professionale. Diversi marchi affermati, concentrati in un unico gruppo, danno vita a una delle maggiori realtà nel campo della produzione e distribuzione di apparecchiature professionali per la ristorazione.
Garantiamo assistenza pre-vendita e post-vendita, servizi di installazione e montaggio, personale tecnico preparato e sempre aggiornato, sistemi per sostituzioni temporanee a garanzia della continuità lavorativa, possibilità di interventi entro le 24 ore dalla chiamata, attività di manutenzione preventiva ed estensioni di garanzia sulle nostre attrezzature fino a 5 anni.
Grazie a numerosi punti vendita e sedi in tutta Italia garantiamo un servizio di consegna, consulenza ed assistenza capillare su tutto il territorio nazionale. Scopri la sede più vicina: Trova una sede